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Imu, gli immobili dati in comodato ai figli non saranno più seconde case (ma a decidere saranno i singoli Comuni)

di Giusy Iorlano Imu, gli immobili dati in comodato ai figli non saranno più seconde case (ma a decidere saranno i singoli Comuni)

(Il Ghirlandaio) Roma, 15 ott. I Comuni potranno decidere sull'esenzione della seconda rata dell'Imu delle case cedute in comodato d'uso gratuito dai proprietari ai figli, che le utilizzano come prima abitazione. E' quanto prevede un emendamento al decreto legge sull’Imu approvato dall’Aula della Camera e passato con il «sì» della Commissione e il parere contrario del governo che è stato battuto durante le votazioni sugli emendamenti. Nell’emendamento presentato dalle Commissioni , approvato con 342 sì, 2 no (i leghisti Giorgetti e Pini) e 93 astenuti (i deputati dell’M5S), è previsto che questa agevolazione - l’esenzione del pagamento per le abitazioni “concesse in comodato dal soggetto passivo dell’imposta ai parenti in linea retta entro il primo grado” - possa essere data su una sola casa. E determina anche che “ciascun Comune definisce i criteri e le modalità per l’applicazione dell’agevolazione” compreso “il limite dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee)”. Il costo previsto per coprire le mancate entrate è di 18,5 milioni di euro, coperti con una “corrispondente riduzione lineare delle dotazioni finanziarie disponibili” dei ministeri nella parte restante del 2013 (con l’esclusione di scuola, università e ricerca). La proposta di modifica restituisce libertà ai Comuni di considerare come prime case per l’applicazione dell’Imu gli immobili concessi in comodato d’uso ai parenti in linea retta.

“È una giusta risposta all’esigenza manifestata da migliaia di famiglie italiane che spero renda meno sbagliata l’Imu” ha commentato Angelo Rughetti, deputato Pd - L’Imu ha tanti lati negativi e uno di questi è di aver scritto nella legge istitutiva – ha aggiunto - la soluzione di tante ipotesi che si verificano nei Comuni e che solo gli amministratori locali possono risolvere. Con questa proposta si rimettono le cose a posto, almeno per la seconda rata dell’Imu. Più autonomia e più equità. Adesso portare a regime questa regola. L’occasione – conclude - sarà la service tax che entrerà in vigore dal primo gennaio. Spero che il governo accetterà di regolare questo tema e dare una mano alle famiglie che hanno fatto sacrifici per trovare una sistemazione ai figli”.

Di buona mediazione con il governo parla il presidente della Commissione Bilancio di Montecitorio, Francesco Boccia “Voglio ringraziare il sottosegretario Baretta: nonostante il suo parere contrario sulla tipologia della copertura per garantire l'esenzione dall'Imu delle case date in comodato gratuito tra padre e figli, ha poi contribuito alla discussione in Aula evitando che i tagli toccassero ricerca, innovazione e istruzione scolastica e universitaria, un comparto che il governo Letta intende da sempre tutelare. Abbiamo così trovato la soluzione nei tagli ai ministeri, una forzatura che crediamo necessaria. Meglio far risparmiare le famiglie chiedendo tagli ai ministeri che aumentare le imposte – ha detto - Questa norma è un segnale importante, certificato dal largo voto dell'aula - 342 favorevoli con l'astensione del M5S. Oltre a dare risposte alle famiglie, questo provvedimento segna la strada dell'autonomia impositiva effettiva dei comuni per il futuro”.

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