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Catasto sulla via della riforma: ecco cosa cambierà

di Redazione Catasto sulla via della riforma: ecco cosa cambierà

(Il Ghirlandaio) Roma, 22 lug. La riforma del Catasto si fa più vicina, dopo la proposta di legge 1122, con Daniele Capezzone primo firmatario, e il via libera da parte del gruppo di lavoro ristretto della Commissione Bilancio della Camera all’interno della Delega Fiscale.

Si comincia a parlare di “algoritmo catastale” perché il calcolo per valutare il valore patrimoniale dell’immobile partirà da funzioni statistiche: innanzitutto si abbandona il criterio del conteggio dei vani e si comincia a valutare l’intera superficie, indipendentemente da come viene suddivisa all’interno. E soprattutto il valore catastale determinato sarà in stretto legame con quello di mercato, mentre fino ad oggi le due dimensioni sono rimaste svincolate l’una dall’altra.

Le ragioni sono da ricercarsi nei cambiamenti che si sono determinati 25 anni fa con l’introduzione dell’Ici, e nel fatto che i vecchi criteri prendono in considerazione l’età dell’immobile ma senza evidenziarne le modifiche e le eventuali ristrutturazioni successive. Perciò, se il valore di mercato fosse stato in relazione ai dati catastali, finora una casa in centro storico sarebbe stata valutata meno di una abitazione di nuova costruzione in periferia.

La riforma del catasto avrà anche un effetto diretto sulla riorganizzazione fiscale in materia di immobili, e dunque sull’Imu, perché andrà a rimodulare il pagamento dell’aliquota in base al pregio degli edifici, tenendo conto della zona in cui sorgono, della posizione e di affacci particolari.

Come ipotizza il Corriere della Sera, la base del calcolo saranno i valori determinati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, secondo una suddivisione dei diversi comuni in aree omogenee, e secondo gli attuali valori di vendita e di locazione stabiliti al metro quadro. E le stime dovranno tenere conto dello stato di manutenzione.

La nuova riforma sfrutterà il “Federalismo Catastale”, e punterà cioe a coinvolgere i Comuni nel determinare i dati che le Entrate non fossero in gradi di reperire sugli edifici. Una sperimentazione è già partita a Torino e Genova.

“La riforma del catasto si incentra sui criteri di pubblicità e contraddittorio, con un ulteriore pluralismo nelle commissioni a cui parteciperanno i rappresentanti dei proprietari e degli inquilini – ha dichiarato Capezzone, come presidente della Commissione Finanze della Camera - L’obiettivo resta quello di portare il provvedimento in plenaria”.
 

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