Posteshop

Energia & Ambiente

Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Alluvione Firenze: Geologi, ad oggi scarsità programmazione

di Redazione Alluvione Firenze: Geologi, ad oggi scarsità programmazione

(Il Ghirlandaio) Firenze, 27 mag. - "A 50 anni dall'alluvione di Firenze, molto è stato fatto per evitare simili eventi, ma ancora oggi si lamenta scarsità di programmazione e la situazione sul fronte dissesto non è delle migliori". E' l'allarme lanciato dalla presidente dell'Ordine dei Geologi della Toscana, Maria Teresa Fagioli. "Con i Piani di assetto idraulico (Pai) in teoria doveva finire l'era del perenne ricorso all'emergenza derivante da calamità naturale e iniziare quella della gestione - ha sottolineato Fagioli -. Si sarebbe dovuto passare dalla logica dell'emergenza, derivante da decenni di non governo del territorio, alla normalità della programmazione".

"Il Piano di gestione alluvioni, seppur sovrapponendosi parzialmente ai Pai per quanto riguarda le problematiche inerenti il rischio idraulico, riafferma il criterio, estendibile di fatto anche al rischio da frana, che gli eventi estremi si gestiscono attraverso la loro conoscenza ed introduce il concetto che non sempre si puo' difendere tutto e non tutto, a volte, è opportuno e necessario difendere - ha continuato -. Non sempre si può difendere, allora occorre delocalizzare. Ad esempio Genova o Firenze, ma anche Ventimiglia o Amalfi, vanno difese e non possono essere delocalizzate. E la scelta della difesa di Firenze impone spesso rischi maggiori per chi sta intorno".

"Nel bacino dell'Arno sono censite, ad oggi, circa 30mila frane tra attive, quiescenti e non attive. Di queste meno del 10% incide su insediamenti o infrastrutture - ha concluso il presidente -. E solo per queste é corretto parlare di dissesto. Quindi il dissesto esiste li' dove e' percepito come danno ai beni o minaccia all'incolumità delle persone". "Certo non può esistere una regola unica, da applicare a scala nazionale o regionale, nel contrastare il rischio idrogeomorfologico. Si parla gestione e quindi si tratta di trovare quel giusto mix, supportato da una robusta analisi costi-benefici, tra interventi strutturali, non strutturali (governo del territorio) e le scelte di sviluppo economico".

News Dal Mondo

Italpress